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Tu, amore eterno, dove sei finito?
di REDAZIONE



A Oxford, non so se vi è capitato di leggerlo, hanno inventato la formula che predice il divorzio. Gli studiosi dell’università dopo aver analizzato i comportamenti di 350 coppie sono arrivati alla conclusione che i matrimoni più a rischio sono quelli nei quali un partner affronta i problemi di petto e l’altro tende sempre a evitare i conflitti. Mentre le relazioni stabili e durature hanno per protagonisti un marito e una moglie che si rispettano reciprocamente e affrontano i problemi con identità di vedute.
Da noi abbondano i partner dei primo tipo: infatti negli ultimi dieci anni le separazioni sono aumentate del 59% e i divorzi del 66%.
Inutilmente nel dicembre scorso Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e cardinale di Genova, ha esortato i mariti e le mogli ad avere pazienza e a perdonare, diciamo così, le scappatelle. In nome dell’unità familiare siate tolleranti, ha detto. Il fatto è che il tradimento è spesso all’origine delle separazioni. Più in generale, secondo uno studio sulla vita coniugale oggi, lo sfascio avviene quasi sempre “per intolleranza reciproca”.
Un’altra indagine sostiene che il campanello d’allarme, in una famiglia che ha già un po’ di anni alle spalle, squilla quando lui resta in ufficio fino a tardi, oltre le ore richieste, e lei si disinteressa della casa. Un tempo si temeva la crisi del settimo anno, adesso la coppia scoppia fra il terzo e il quarto, o addirittura durante la luna di miele.
“L’amore eterno non esiste più”, dice in una intervista la sessuologa Alessandra Graziottin. “La vera sfida non è innamorarsi, ma resistere nel tempo. Così ormai molti non ci provano neppure a mettere la fede al dito”. Forse perciò la convivenza trionfa. Nel giro degli ultimi trent’anni i matrimoni sono diminuiti del 32,4% e quelli religiosi sono passati dal 91% del 1975 al 67,6% del 2005. “In una vita compressa - dice ancora la Graziottin - con lo stress a mille l’unico antidoto è l’innamoramento. Ma inteso come momento di svago”. Capite? L’amore come distrazione. Ha ragione Carlo Verdone: l’amore è eterno finché dura!
Una curiosità: a Verona un fotografo ha proposto nella sua pubblicità di dedicare un album non solo alla cerimonia nuziale, ma anche a quella del divorzio. Per ricordo.





 


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