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“L'amore ai tempi di Facebook”.
di Simone Gambirasio - Varesenews
Amor di Libro FaceBook, la messa in scena di noi stessi Carzaniga e Civati hanno presentato al Teatrino il loro libro dedicato al celebre social network. In sala un pubblico di appassionati, per capire insieme perché adoriamo regalare la nostra privacy a vicini di casa ed ex fidanzate
Più che un incontro una piacevole chiacchierata. Anzi, vista l'occasione, sarebbe meglio dire una “chat”. In questo si è trasformato l'evento di mercoledì sera ad Amor di Libro, in occasione della presentazione dell'instant book “L'amore ai tempi di Facebook”.
I due autori Giuseppe Civati e Mattia Carzaniga, insieme alla moderatrice Stefania Radman, si sono trovati di fronte ad un pubblico di preparatissimi, che si sono rivisti nelle logiche (e nelle ironiche perversioni) del social network più famoso del mondo. Perchè il libro “L'amore ai tempi di Facebook” è proprio questo, un testo scritto dagli utenti di Facebook per raccontarsi, analizzando con simpatico distacco un universo parallelo, un mondo nel quale l'amicizia con gli ex è veramente possibile, in cui tutti sono belli come sulle riviste e dove tutti, ma proprio tutti, si lasciano travolgere dalla maledizione dei poke. «Crediamo sia un testo gradevole e leggero», ha spiegato Carzaniga al pubblico, «Da leggere tra una chat e un messaggio in bacheca: un libro in cui Facebook sa raccontare sé stesso».
Il titolo del libro, non deve essere frainteso. Certo, di amori su Facebook probabilmente ne sono nati, ma l'amore di cui parlano gli autori è quel sentimento rarefatto di condivisione, nel quale tutti commentano tutti, ricordandosi reciprocamente di conoscersi e di essere interessati alla vita degli altri. «Su Facebook il significato di amicizia è diverso da quello scritto sui dizionari. La relazione che unisce le persone amiamo chiamarla “amore gassoso”», spiega Civati, «Un continuo flusso di messaggi, sospeso, da rincorrere all'istante. In fondo crediamo che questo sia positivo: è bello parlare di un sito internet basato sul concetto di amicizia, in un mondo che in molti descrivono come condannato alla solitudine».
Ma come è possibile che, grazie al web, si riesca a parlare senza indugi con quella ragazza che non abbiamo mai osato invitare a cena o con il vicino che abbiamo sempre ignorato? «Questo accade perché su Facebook, in realtà c'è sempre un tono ironico, che lascia pensare ad una messa in scena. Quando mettiamo le foto in cui siamo bellissimi o aderiamo a cause molto più grandi di noi, sappiamo bene di voler dare solo un'immagine di noi», spiega Civati, «Per questo si crea un filtro che ti dà la possibilità di allacciare contatti con persone con cui di solito hai un blocco. Si gioca, e il gioco è utile ai timidi».
Attenzione però, raramente quello che nasce su Facebook ha riscontri concreti nella realtà. Se Facebook è una messa in scena, per uscire da quel palcoscenico non si può fare a meno di uno sforzo: «Facebook è un buon aperitivo», conclude Carzaniga, «A cena e dopocena ci pensa la realtà».
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